Category: Analisi Settoriale

Quali Sono le Performance del Settore Automotive in Turchia?

La Turchia è considerata da alcuni anni nella cerchia dei nuovi paesi emergenti a più alto tasso di sviluppo, meglio conosciuta con l’acronimo di MIST (Messico, Indonesia, Sud Korea, Turchia): questa “sintesi” è accreditabile all’ex capo economista di Goldman Sachs Jim O’Neill, famoso per aver previsto l’esplosione delle economie di Brasile, India, Russia e Cina (BRICs) negli anni 2000.

L’economia della penisola del Bosforo ha registrato una crescita del PIL negli anni post Lehman Brothers attestatasi su tassi vicini al 10% annuale, dimostrando una forte resilenza all’impatto della crisi dell’economia reale che ha colpito i principali partner commerciali come l’UE e gli USA.

A questi dati va ad aggiungersi la previsione di un’economia in crescita nel 2013 intorno al 3-4%, pur scontando i rischi politici manifestatisi con l’instabilità generata dal conflitto siriano e in maniera ancor più evidente con i dissidi interni legati alle manifestazioni di protesta popolare nei confronti del governo, originatesi dalla piazza di Gezi Park ad Istanbul.

Per quanto riguarda gli scambi commerciali con l’estero, L’ICE in un recente studio ha riscontrato un incremento totale tra import ed export del 6,1% rispetto ai primi 5 mesi del 2012, per un controvalore di 167,6 miliardi di euro, con un aumento delle importazioni dell’8,1% a 104,8 miliardi.

Il principale partner commerciale della Turchia, per ragioni prevalentemente storiche, risulta essere la Germania, seguita da USA, Cina, Russia e al quinto posto dall’Italia: da notare però che il trend riferito alle importazioni per il periodo considerato è in forte diminuzione (-6,7 %) pur rimanendo il paese in surplus in riferimento alla bilancia commerciale stimata intorno ad $ 8 mld (fonte ICE).

Il settore di maggior rilievo per l’interscambio turco è rappresentato dal settore dell’automotive, con un’attività in aumento quasi del 4% sullo stesso periodo del 2012, per un controvalore totale per il paese di 6,9 miliardi di $.

Come si evidenzia dai dati da noi elaborati, la performance del settore nel periodo 2009-2011 si attesta su valori di redditività di molto superiori al mercato europeo, in forte crisi di domanda sul mercato comune interno, evidenziando un ROE medio del 14% a fine periodo e un tasso di crescita del turnover ratio (il tasso di rotazione delle scorte) che determina il maggior tasso di sostituzione del magazzino e quindi una maggior capacità di generare cash flows stabili, come si evince dai grafici 1-2 relative a ROE e crescita del Turnover.

Gli strumenti di analisi a nostra disposizione oltretutto evidenziano che il campione delle 100 principali aziende presenti nel mercato, sia turco, sia europeo, produce un risultato che evidenzia una struttura finanziaria, nello scenario in cui si trova ad operare la Turchia, nettamente più solida, sia in termini di rating complessivo che supera il livello BBB (più che adeguato), sia nel trend di miglioramento delle condizioni legate alla struttura della leva finanziaria utilizzata (pari a 0,34 nel 2011) dalle imprese componenti il peer group (tabella 3-4).

A conclusione dell’analisi sulla vitalità dell’economia turca, non si può non considerare come ulteriore fattore preponderante di sviluppo del paese la vitalità del quadro economico riferito al listino della Borsa di Istanbul.

Composta in prevalenza da holding multiprodotto e società di servizi finanziari, l’indice di riferimento principale ha registrato rialzi dal bottom registrato il 5 marzo 2009 (23.000 punti) fino al record degli oltre 93.000 punti pre-rivolte del giugno scorso, totalizzando un aumento della capitalizzazione dell’ indice BIST 100 vicino al 400%.(alla data odierna, a seguito di una situazione congiunturale che sconta i rischi geopolitici dell’area e una più stringente politica monetaria degli USA, l’indice è tornato ad attestarsi intorno ai 73.000 punti).

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