Category: Metodologie Analisi Rating

Capire il Corporate Group Rating

Quando facciamo l’analisi del gruppo (link), le domande che ci poniamo sono diverse, ad esempio: il gruppo è profittevole? È rischioso? Che tipo di rischio è? Le aziende coinvolte continueranno ad operare?

Non sempre è facile rispondere a queste domande, ogni gruppo ha le sue particolarità, ma io cercherò di darvi una mia chiave di lettura.

Il Gruppo (per la definizione http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_d’imprese) è un’entità unica, ma allo stesso tempo è costituita da diverse realtà al suo interno. Quindi, quando parliamo di analisi del gruppo, non bisogna mai dimenticare che per determinarne la solidità economico-finanziaria bisogna ragionare su due diversi livelli, uno conseguente all’altro.

Il primo si concentra sulla verifica e sulla determinazione della struttura e la composizione del Gruppo: si va ad indagare quali sono le società appartenenti al gruppo e di conseguenza i rapporti di controllo, o collegamento. Questo viene fatto per due diverse ragioni: la prima è quella di capire chi è l’ultimo soggetto (giuridico/fisico) a controllare l’intero sistema ed in secondo luogo determinare quali sono le società appartenenti al gruppo. Inutile dire che più aumentano i soggetti coinvolti più, giungere ad una conclusione, diviene intricato.

Il secondo livello sul quale si svolge lo studio è quello di analizzare una per una, le società che compongono il gruppo. Nel caso in cui la dimensione del soggetto sia rilevante (numerose società coinvolte), allora ci si concentrerà su quelle società che sono ritenute strategiche e/o operative, quindi quelle che effettivamente concorrono alla determinazione della solidità dell’intero complesso.

Dopo aver condotto la prima parte dell’analisi, ci si concentra sulla definizione della solidità e solvibilità. Per quanto riguarda questo tipo di analisi si possono prospettare diversi scenari.

La realtà è molto complessa ed esistono numerose possibilità diverse, ma nel nostro caso, in via semplificativa, ne immaginiamone tre:

a) Il Gruppo è solido, tutte le società che ne fanno parte hanno una buona situazione economico-finanziaria
b) Il Gruppo ha una situazione variegata, la holding e alcune società hanno una redditività e solvibilità sufficienti mentre altre sono in crisi (situazione più diffusa)
c) Il Gruppo ha notevoli problemi economici e finanziari, molte società al suo interno stanno fallendo.

Per quanto riguarda gli scenari a e c paradossalmente ed in modi diametralmente opposti l’esito dell’analisi è relativamente semplice: nel caso a non c’è nulla di cui preoccuparsi, il gruppo e le società che vi appartengono hanno una posizione solida. Nel caso c le domanda a cui rispondere sono due: il management sta prendendo le contromisure adeguate per risanare il gruppo? Quali sono concretamente le chances di successo?  Quanto è verosimile che il gruppo possa continuare la sua attività nel breve/medio termine, ovvero quanto è probabile che questo fallisca?

Invece nel caso b gli esiti probabili sono diversi, di seguito avremo il caso più comune. In primo luogo viene analizzata in modo approfondito la situazione della capogruppo (o della società che in ultima istanza garantisce le risorse finanziarie). Nella maggior parte dei casi questa è solo detentrice di tutte le partecipazioni e funge da “banca” dell’intero gruppo (holding - http://it.wikipedia.org/wiki/Holding_company). Proprio per questa ragione, c’è da chiedersi: è essa in grado di rispondere al fabbisogno finanziario delle controllate? L’indicatore che in questo caso risulta più utile è proprio il leverage (definizione - http://www.investopedia.com/terms/l/leverage.asp), che rappresenta il rapporto tra le risorse di terzi e le risorse proprie. Nel caso in cui questo abbia valori bassi, non ci saranno grandi preoccupazioni, nel caso opposto invece, può essere che la società si sia già ampiamente indebitata (valore alto dei debiti rispetto al capitale proprio) per far fronte alle richieste delle controllate e questo potrebbe rappresentare un motivo di debolezza dell’intero gruppo.

Tuttavia la delicatezza di tale argomento richiede studi più approfonditi: un’analisi molto utile è quella di riclassificare il debito per scadenze e fare una proiezione cautelativa del cash flow dell’azienda, così da cercare di cogliere se l’impresa sarà in grado di onorare i suoi debiti anche nel medio e lungo termine.

Inoltre, non bisogna dimenticare che il primo obiettivo di una società è quello di generare ricchezza, quindi, in secondo luogo, sarà necessario studiare il livello di redditività dei soggetti coinvolti ed indagare la bontà dei diversi indici utilizzati per descriverla (ROE, ROI, … ma non solo per una più ampia scelta: http://www.readyratios.com/reference/profitability).

Lo studio del Gruppo è complesso poiché bisogna considerare diverse realtà e a volte indagare la solidità non è sempre così immediato. Per questa ragione bisogna riuscire ad ottenere più informazioni possibili che non sono solo finanziarie ma anche qualitative, tra queste: l’analisi della nota integrativa (per approfondimenti sul contenuto: http://it.wikipedia.org/wiki/Nota_integrativa) o della relazione sulla gestione (http://it.wikipedia.org/wiki/Relazione_sulla_gestione ed in particolare l’evoluzione prevedibile della gestione) o di qualsiasi altro documento in grado di esprimere quale possa essere non solo la situazione attuale, ma anche un possibile andamento futuro.

Sempre rimanendo nella dimensione delle informazioni qualitative, c’è da tenere in considerazione alcuni avvenimenti che possono condizionare la solidità dell’intero sistema: ad esempio piani di ristrutturazione, licenziamenti o qualità della dirigenza, tutte informazioni, queste, che ci aiutano ad avere un quadro d’insieme il più completo possibile.

Come abbiamo visto, ci sono numerosi aspetti da considerare nel Corporate Group Rating e infatti i tipi di analisi da svolgere riguardano sia la sfera quantitativa (solvibilità, redditività, scadenzario dei debiti, cash flow, …) che quella qualitativa (piani di ristrutturazione, qualità del management, …). La cosa che bisogna tenere a mente è che ogni tassello è importante e più informazioni vengono raccolte, più è possibile creare un quadro d’insieme della realtà, che sia completo ed esauriente.

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