Category: Analisi Settoriale

La Google Tax è stata cancellata: i numeri ci dicono che è stata una scelta giusta!

Qualche giorno fa sono stato coinvolto su Twitter in una discussione molto interessante: tutto partiva dalla famigerata Google Tax (qua ) e sul fatto che si andava a penalizzare le imprese coinvolte nel settore Information Technology; da una parte, quella in cui io mi riconosco, chi dice che non bisogna penalizzare le aziende in un settore così importante e in crescita, dall’altra chi dice che in fin dei conti il settore non è così performante e quindi è giusto tassare le, alcune effettivamente evidenti, storture del sistema, anche al costo di penalizzare tutto il settore.

In fin dei conti, a priori, non si può dire nulla delle due affermazioni: entrambe hanno i loro punti di forza e debolezza (ovviamente non è questa la sede per questo tipo di discussione).

Come fare allora?

La mia proposta è stata molto semplice: andiamo a vedere come il settore dell’IT stà effettivamente performando da un punto di vista finanziario in Italia; in numeri normalmente non mentono!

Grazie alla società che ho fondato (modeFinance) abbiamo l’accesso a tutti i dati di bilancio di tutte le società in Italia ( per questo siamo anche in partnership con Bureau van Dijk) e quindi possiamo effettivamente studiare il settore. Di seguito quello che ho fatto e i risultati!

Note metodologiche:

  • Selezionato le aziende di tre settori (così facciamo un confronto!):
  • Servizi IT e altri servizi informativi,
  • Agricoltura, silvicoltura e pesca,
  • Industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori.

Per la precisione settori ATECO 2007 (qua) numeri: 1,2,3 – 13,14 – 62,63

Come ho scelto gli altri due settori per il confronto? Direi mettendo due settori che immagino siano comunque “buoni” e che abbiano meno risentito della crisi finanziaria (qua c’è ovviamente spazio per miglioramenti)

  • Tra queste aziende, selezionato le aziende che avessero bilanci negli anni 2010-2011-2012, quindi insieme chiuso (studiamo l’evoluzione delle aziende già esistenti per vedere le modifiche strutturali, lasciamo stare le aziende nate nel frattempo, non studiamo il fenomeno start-up)
  • Aziende solo SRL e SPA, ovviamente lasciamo fuori le società di persone, in quanto in Italia queste società non hanno l’obbligo di pubblicare i bilanci.
  • Bilanci tutti ufficialmente registrati presso Registro Imprese.
  • A questo punto agglomeriamo le aziende appartenenti ai tre diversi settori e cerchiamo di comprendere la loro evoluzione e confronto nei tre anni.

Risultati

Prima cosa vediamo quante società abbiamo selezionato

Key Financials

Come si vede il numero di aziende è nettamente maggiore per il settore IT, agricoltura sembra sottostimato ma ricordiamoci che possiamo fare solo con società di capitale.

Proseguiamo poi con lo studio del fatturato complessivo (abbiamo preso da bilancio la voce valore della produzione).

Key Financials

Anche in questo caso notiamo come il fatturato complessivo per il settore IT sia dominante rispetto agli altri due settori, notiamo anche come sia IT che agricoltura mostrano nei tre anni un fatturato crescente, mentre il tessile nel 2012 mostra una flessione (ricordiamoci come nei tre anni ci sono sempre le stesse aziende, no startup o chiusure, quindi direi questo è un risultato interessante: i due settori, almeno dal punto di vista del valore della produzione, sono in crescita!).

Durante la discussione su Twitter, ci siamo anche chiesti: chissà se effettivamente il settore IT mostra un incremento degli occupati?

Ecco di seguito la risposta:

Key Financials

Come si vede il numero di occupati del settore IT è certamente in crescita importante e superiore agli altri due settori (interessante la correlazione con il fatturato!).

Andiamo ora a studiare e confrontare indicatori economico finanziari. Di questi ne possiamo creare molti, in questo post vorrei soffermarmi su quelli più comprensibili e utili a comprendere lo stato di salute delle diverse aziende appartenenti al settore.

La prima analisi che vado a mostrare è quella sulla redditività, calcolata mediante l’indicatore ROE (Return of Equity) calcolato come

ROE = (Utile/Perdita del periodo) / (patrimonio netto)

(Per la comprensione finanziaria dell’indicatore si può approfondire qua)

Key Financials

Ancora una volta si nota come il settore IT sia assolutamente migliore rispetto ai settori concorrenti, mostrando una redditività nettamente migliore, simile a valori europei (per uno studio globale su questo punto potete trovare qui ulteriori informazioni). Certamente si può notare anche un calo comune nei tre settori di redditività: segno che comunque nel triennio 2010-2011-2012 gli utili sono stati erosi.

Un ulteriore valore molto importante da tenere inconsiderazione è senz’altro il valore dell’indebitamento finanziario. In questo caso ho utilizzato il leverage finanziario (qui una descrizione di massima) che io calcolo come:

Leverage Finanziario = (totale debiti finanziari) / (Patrimonio netto)

Il grafico dell’andamento mediano è il seguente:

Key Financials

Anche in questo caso il settore IT mostra valori di indebitamento nettamente migliori rispetto agli altri due settori con valori che si avvicinano alla medie Europea (qui alcuni valori).

A conclusione vorrei mostrare l’andamento del rating medio del settore, calcolato con la metodologia MORE di modeFinance.

Key Financials

Anche in questo caso si nota come il settore IT sia migliore rispetto ai settori scelti come confronto.

Conclusione

Quindi che conclusioni trarre? I numeri ci dicono che il settore IT è certamente un settore sano, con le sue zone di ombra ma che certamente mostra un’evoluzione positiva rispetto a settori comunque importanti per l’economia italiana (agricoltura e tessile).

Sarebbe stata quindi giusta la Google Tax? I numeri ci dicono di no!

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