Category: Metodologie Analisi Rating

Focus Centrale Rischi (1a parte): cos'è e come funziona

Chiunque abbia provato a cercare online la risposta a una domanda sulla Centrale Rischi, si sarà facilmente trovato in un mare magnum di informazioni, spesso frammentarie, talvolta errate e molte volte illusorie.

Vista la sempre maggiore importanza che quest'ultima riveste nei processi decisionali del mondo finanziario, abbiamo quindi deciso di raccogliere tutte le informazioni sull’argomento e rispondere alle domande più frequenti in un unico articolo, che abbiamo diviso in tre parti per agevolare la ricerca a chi cerca una risposta specifica. In questa prima parte dell’articolo parleremo dunque di:

La seconda parte sarà invece dedicata ai dati: a come vengono classificati, valutati e quale importanza rivestono.
Nella terza vedremo infine in che modo è stato possibile in oplon Risk Platform automatizzare la lettura della CR e integrarne la valutazione all’interno di un processo automatizzato di rating per la valutazione finanziaria della controparte.

Che cos'è la Centrale Rischi?

C’è una convinzione diffusa difficile da sradicare: la Centrale Rischi sarebbe una blacklist nella quale verrebbero iscritti i cattivi pagatori, intesi come tutti coloro che hanno ritardato nel pagamento di un debito.

Centrale Rischi

In realtà non è proprio così. La Centrale Rischi è un sistema informativo della Banca d’Italia che raccoglie informazioni sui rapporti di credito e garanzia tra gli intermediari finanziari e la loro clientela. Si tratta di fatto di un database in cui confluiscono tutti i dettagli dei rapporti, quindi informazioni sia positive che negative, che possono essere utilizzate dalle banche e in generale da qualunque società finanziaria (società di leasing e factoring, fondi pensione, assicurazioni, intermediari mobiliari, ecc.) a supporto della valutazione del merito di credito della clientela.

Come funziona?

Per quanto possa suonare allarmante, essere segnalati alla Centrale Rischi non è di per sé un problema. Tutte le banche e gli intermediari finanziari sono infatti tenuti a segnalare (così in gergo tecnico) alla Banca d’Italia:

  • tutti i clienti con un debito o una garanzia superiore ai 30.000
  • tutti i crediti in sofferenza e i crediti passati a perdita.

Va specificato che un credito viene definito in sofferenza solo nel caso in cui il creditore versi in uno stato di insolvenza, ovvero non sia in grado di saldare il proprio debito. Si tratta quindi di una situazione particolarmente grave che si verifica solamente a seguito di prolungata difficoltà economica, e non basta il semplice ritardo nel pagamento di una rata perché un credito venga definito come tale. Difficilmente inoltre la segnalazione di una sofferenza è una sorpresa per il soggetto segnalato: non solo la banca avrà già provveduto a sollecitare la restituzione del credito nei mesi precedenti, ma è anche tenuta a informare per iscritto il cliente ed eventuali coobbligati la prima volta che segnala una sofferenza alla Centrale Rischi.

Dunque, chiunque può essere segnalato?
Sì. Non solo società private, le associazioni e gli enti pubblici ma anche persone fisiche e organismi privi di personalità giuridica.
Inoltre, si viene segnalati in CR anche in caso dei già citati rapporti coobbligati o collegati, come le cointestazioni, i rapporti di garante-garantito e i rapporti di cedente-ceduto.

Per fare un esempio, nel caso di un contratto di fideiussione, verrà segnalato alla Centrale Rischi non solamente il fideiussore, ma anche il debitore, in quanto legati da un rapporto di garante-garantito.

Le segnalazioni vengono inviate il 25 di ogni mese per le informazioni relative al mese precedente e cessano nel momento in cui il debito scende sotto la soglia dei 30.000 mila euro o è estinto.

Tuttavia nel caso (gravissimo) in cui un credito passi a sofferenza o viceversa una sofferenza venga estinta, le segnalazioni vengono inviate tempestivamente.

Come funziona la Centrale Rischi

Come si accede ai dati raccolti?

Ogni soggetto segnalato ha diritto ad accedere gratuitamente ai dati registrati a proprio nome: per richiedere la propria Centrale Rischi è sufficiente scaricare i moduli dal sito della Banca d'Italiae inviarli per posta o attraverso una casella email certificata (PEC) a una delle filiali della Banca d'Italia.La Centrale Rischi viene inviata con il dettaglio di tutte le segnalazioni e degli intermediari segnalanti.

Gli intermediari ricevono mensilmente la Centrale Rischi dei propri clienti: infatti, una volta raccolti i dati da tutte le banche e le società segnalanti, la Banca d'Italia aggrega le segnalazioni e calcola la posizione globale di rischio di ogni soggetto, ovvero l’indebitamento complessivo. Questa viene poi comunicata, insieme alle posizioni dei soggetti coobbligati, ai soli intermediari che hanno segnalato un’esposizione verso quel cliente.

Questo servizio è definito flusso di ritorno e riporta le informazioni dell'ultimo mese senza il dettaglio degli intermediari segnalanti. Banche e società finanziarie possono inoltre rivolgersi alla Banca d'Italia anche per richiedere informazioni sui nuovi clienti che hanno avanzato la richiesta di un affidamento o di una garanzia e sui clienti che non raggiungono la soglia di 30.000 euro (servizio di prima informazione).

Come avviene la cancellazione dei dati dalla Centrale Rischi?

Questa è sicuramente la domanda più frequente sul tema, per la quale sul web si possono trovare le risposte più disparate (spesso fuorvianti). Vediamo dunque di fare un po’ di chiarezza, perché le casistiche sono molteplici e non è possibile dare una risposta univoca.

Il trattamento dei dati personali

Innanzitutto, è bene ricordare che per legge sia gli intermediari finanziari sia la Banca d’Italia sono esonerati dall’obbligo di acquisire il consenso degli interessati per la comunicazione dei dati alla Centrale Rischi e per il loro trattamento.
Anche il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR) di recente introduzione non si sostituisce a tale normativa, per cui richiedere la cancellazione dei propri dati dalla Centrale Rischi appellandosi a tale legge non porterebbe al risultato sperato.

Ciò non significa che la Banca d’Italia possa divulgare i dati relativi ai soggetti segnalati a chiunque ne faccia richiesta. Tutt’altro; oltre agli intermediari finanziari e ai soggetti segnalati, che hanno diritto a conoscere i dati registrati a proprio nome e a contestarli qualora fossero scorretti, non è consentito a soggetti terzi accedere alle informazioni presenti nella Centrale Rischi.

Cancellazione per saldo del debito

Come abbiamo visto, le segnalazioni alla Centrale Rischi terminano nel momento in cui il credito viene estinto o scende sotto la soglia del 30.000 euro. Tuttavia, ciò non comporta la cancellazione delle segnalazioni precedenti, che rimangono visibili agli intermediari segnalanti per un periodo di 36 mesi..

Cancellazione dati

Diritto all'oblio

Molti ne hanno sentito parlare, ma pochi sanno di cosa si tratta veramente; stiamo parlando del diritto all’oblio.
Come funziona?
Il diritto all’oblio si applica per i pagamenti a rimborso rateale (come mutui, leasing e prestiti personali) nel caso in cui un cliente ritardi nel pagamento di una sola rata, ma a determinate condizioni:

  • una sola volta nella vita del debitore;
  • a condizione che lo scaduto sia pagato entro 60 giorni

La cancellazione dello scaduto avviene dopo sei mesi dalla regolarizzazione del pagamento.

Cancellazione delle segnalazioni negative

Bisogna innanzitutto specificare che l’attribuzione dello status di cattivo pagatore non ha nulla a che vedere con la Centrale Rischi della Banca d’Italia. A differenza dei sistemi privati di informazioni creditizie (i cosiddetti SIC), la CR non prevede infatti alcuna lista di cattivi pagatori, né esiste una voce all’interno del sistema di valutazione che identifichi un soggetto segnalato con tale status.

Come abbiamo visto, la CR riporta sia informazioni positive che negative che possono essere di varia natura. Sconfini e scaduti sono sì segnalati, ma non hanno la stessa gravità della segnalazione di un credito insoluto.Le segnalazioni sia positive che negative, non possono essere cancellate, ma non sono più visualizzabili dagli intermediari una volta decorsi 36 mesi.

Rettifiche

L’unico caso in cui è possibile richiedere la cancellazione o la correzione di dati è l’individuazione di un errore nella segnalazione. Per chiedere la rettifica è necessario rivolgersi all’intermediario che ha trasmesso la segnalazione (e non direttamente alla Banca d’Italia), il quale inoltrerà la comunicazione alla Centrale Rischi che provvederà a sua volta a trasmetterla a tutti gli intermediari interessati.

Nel prossimo articolo vedremo quali dati vengono segnalati e in che modo vengono valutati.

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