Solicited Corporate Credit Rating per BIOVALLEY INVESTMENTS PARTNER SPA: B1+ (Affirm)
modefinance ha pubblicato sul sito l'aggiornamento del Corporate Credit Rating (Solicited) di BIOVALLEY INVESTMENTS PARTNER SPA assegnando il giudizio di B1+ (Affirm). L’analisi evidenzia come il soggetto presenti una situazione adeguata, risultando in grado di poter fronteggiare avverse condizioni economiche nel medio e nel lungo periodo.
Fondata nel 2016 dall’Ing. Diego Bravar, BIOVALLEY INVESTMENTS PARTNER S.P.A. (anche “BIP” o “il Gruppo”) è principalmente controllata da BIOVALLEY GROUP, il family office della famiglia Bravar, che detiene il 29,69% del capitale, seguita da FRIULIA S.p.A. con il 20,5%. La quota residua è distribuita tra numerosi investitori privati, in larga parte acquisiti tramite la campagna di equity crowdfunding finalizzata a rafforzare il posizionamento del Gruppo.
BIP è un’azienda farmaceutica e holding industriale con sede a Trieste, attiva nella ricerca, commercializzazione e vendita di farmaci orfani, nonché in investimenti in società innovative operanti nelle tecnologie avanzate per la medicina e le scienze della vita. Il Gruppo opera attraverso due Business Unit complementari, BioTech & Pharma e BioICT (CB Sistemi, Trieste Valley e BIC FVG). La strategia di BIP consiste nell’identificare tecnologie rivoluzionarie e scoperte scientifiche, integrarle nelle PMI del Gruppo e portarle rapidamente sul mercato healthcare.
Key Rating Assumptions
BIOVALLEY INVESTMENTS PARTNER S.P.A. conferma un’adeguata situazione economico-finanziaria, caratterizzata da una solida patrimonializzazione e da un corretto equilibrio finanziario.
La Posizione Finanziaria Netta (PFN) si è ridotta da 7,7 mln a 6,5 mln, principalmente a seguito della conversione in capitale del bond emesso da BIP e dei versamenti effettuati dai soci.
La redditività mostra segnali di miglioramento, pur restando ancora contenuta. Nel breve-medio termine, il Management prevede un consolidamento delle vendite farmaceutiche grazie al lancio di un nuovo farmaco orfano a partire dal secondo semestre 2025 e all’acquisizione di numerose gare pubbliche regionali nell’ultimo biennio. A questa crescita si affiancherà lo sviluppo dell’informatica medica, favorito dall’integrazione di nuove soluzioni software basate su una piattaforma di private AI.
La strategia del Gruppo è orientata all’internazionalizzazione, attraverso le trattative in corso con multinazionali e distributori per l’espansione di ChemoMaker nei mercati UE ed extra-UE, e prevede la quotazione su Euronext Growth Paris entro il 2026, con l’obiettivo di raccogliere capitale a supporto di investimenti strategici in equity e di consolidare la crescita del Gruppo.
Nel 2024, la crescita delle vendite di ChemoMaker, degli interventi di assistenza tecnica di LOGIC e dei servizi erogati da BIC INCUBATORI ha generato un flusso di cassa operativo che, insieme ai proventi derivanti dalla cessione di partecipazioni non strategiche, ha consentito di coprire il fabbisogno degli investimenti e di incrementare la liquidità del Gruppo da 0,8 mln a 1,1 mln.
In particolare, il Gruppo ha realizzato un data center di ultima generazione, che ospita anche l’High Performance Computer di Trieste Valley, consentendo l’esecuzione delle soluzioni di intelligenza artificiale privata sviluppate con il coinvolgimento delle aziende innovative del territorio. Inoltre, il Gruppo ha proseguito le attività di ricerca e sviluppo, comprese quelle sui biosimilari dell’insulina e sull’integrazione del software ChemoMaker con i sistemi informativi ospedalieri.
La gestione delle linee di credito di BIP si conferma corretta, caratterizzata da puntualità nei pagamenti e assenza di tensioni finanziarie.
BIP è governata da un organo amministrativo collegiale presieduto dall’Ing. Diego Bravar e composto dall’Amministratore Delegato Francesco Menegoni e da altri sette membri. Il controllo del bilancio è garantito da un Collegio Sindacale, affiancato da una società di revisione esterna. Nell’ambito di un programma di razionalizzazione organizzativa, nel luglio 2025 BIP ha completato la cessione della controllata LOGIC S.R.L. al Gruppo Poligon, destinando il corrispettivo incassato al rimborso dei prestiti e al rafforzamento della PFN di Gruppo. Inoltre, nell’ottobre 2025 è stata costituita la nuova società LOHCATE S.R.L., oggi controllata da BIP, nella quale è stato conferito il ramo d’azienda di Serichim relativo all’idrogeno, comprendente il dispositivo brevettato nel 2023 per il rilascio dinamico (DHR), al fine di favorire il rapido sviluppo delle attività del Gruppo nel settore energia e ambiente.
Il fatturato del Gruppo non deriva esclusivamente dalla distribuzione in esclusiva di farmaci orfani, ma è generato anche dalla vendita del robot ChemoMaker, prima tecnologia innovativa brevettata, e dei relativi consumabili, dallo sviluppo per conto di terzi di componenti e API per aziende chimiche e/o farmaceutiche, nonché dalla fornitura di soluzioni software e di AI proprietarie a oltre 270 cliniche e laboratori, con un solido track record in termini di churn rate.
BIP figura tra i principali operatori del settore nella fascia di fatturato fino a 20 mln di euro. Pur mostrando segnali di miglioramento, la redditività rimane contenuta, collocando la Società al di sotto del 20° percentile del peer group. Il peer group presenta un profilo di solvibilità in miglioramento, grazie a una solida dotazione patrimoniale e a un livello contenuto di indebitamento finanziario. L’equilibrio finanziario è evidenziato da valori del current ratio ampiamente superiori all’unità lungo tutto il periodo di analisi (2021–2024). Nel 2024 la redditività settoriale mostra un ROE stabile e di entità sufficiente.
Nei primi nove mesi del 2025 il PIL dell’area euro è cresciuto dello 0,9% e si prevede che continuerà a crescere dell’1,3% nell’intero anno, trainato principalmente dalle performance superiori alle attese in Irlanda, dal contributo positivo degli investimenti e dalla resilienza delle esportazioni. Rispetto alle previsioni di primavera, le stime aggiornate in autunno sono state riviste al ribasso all’1,2% (-0,2 p.p.) per il 2026, mentre nel 2027 la crescita dovrebbe accelerare all’1,4%, sostenuta dal miglioramento delle prospettive commerciali e dalla solidità del mercato del lavoro. Queste stime riflettono la resilienza dell’economia dell’area euro, supportata da un mercato del lavoro robusto, dalla graduale riduzione dell’inflazione, da condizioni di finanziamento favorevoli e dall’impatto positivo dei fondi dei Piani per la Ripresa e la Resilienza, che continueranno a stimolare investimenti e produttività. Resta tuttavia una componente di rischio legata all’incertezza delle politiche commerciali e alle tensioni geopolitiche in corso, che potrebbero influenzare le catene di approvvigionamento, rallentare le esportazioni e incidere negativamente su consumi e investimenti.
Sensitivity Analysis
Nella tabella seguente vengono riportati i fattori, le azioni o gli eventi che potrebbero portare il giudizio di rating ad un upgrade o ad un downgrade:
Importante
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Contatti
Head Analyst - Carmela Santomarco, Rating Analyst
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Responsible for Rating Approval - Pinar Dilek, Rating Process Manager
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