L'indice mensile del fatturato italiano, rivisto e aggiornato

Approfondimenti 3 Luglio 2026

A maggio 2026 l'RTT Index, l’indice che misura la crescita del fatturato mensile dell’economia italiana, ha segnato -0,4%, dopo il +0,3% di aprile, con un calo diffuso su industria (-2,5%) e servizi (-1,6%) e più contenuto nelle costruzioni (-0,3%).
Lo ha comunicato il Centro Studi Confindustria, che divulga mensilmente l'indice nato in collaborazione con modefinance e Teamsystem a partire dai dati di fatturazione elettronica del campione di imprese clienti TeamSystem. 

È solo l'ultimo di una lunga serie di aggiornamenti mensili che, ormai, vengono ripresi con regolarità dalla stampa economica e seguiti da analisti e centri studi come una delle letture più tempestive sullo stato di salute dell'economia italiana. In pochi anni, l'RTT Index è passato da indicatore sperimentale a riferimento consolidato per chi ha bisogno di capire, con poche settimane di ritardo rispetto al mese osservato, come si sta muovendo davvero il sistema produttivo del Paese.

Questo riconoscimento è il risultato di un lavoro continuo di manutenzione e potenziamento del modello che alimenta l'indice, portato avanti dal team di Risk&Rating Data Science di modefinance insieme al Team di Data Engeenering di TeamSystem. Un lavoro che negli ultimi due anni ha reso l'RTT Index più aggiornato, più affidabile e più granulare — e che vale la pena raccontare.

Cos'è l'RTT Index (in breve)

Per chi si affaccia oggi per la prima volta sull'argomento: il Real Time Turnover Index (RTT) nasce dalla collaborazione tra il Centro Studi Confindustria, TeamSystem e modefinance, ed è pensato per colmare un vuoto informativo. Prima della sua ideazione, l'Italia infatti non disponeva di un dato mensile ufficiale in grado di restituire un quadro rappresentativo del sistema produttivo italiano. Il dato sul fatturato dell’economia italiana elaborato dall’ISTAT è disponibile solo su base annuale, con tempi che mal si conciliano con le esigenze di analisti, imprese e policy maker. L'RTT Index arriva a colmare questa lacuna, restituendo mensilmente la variazione del fatturato medio per il totale dell’economia italiana, destagionalizzato e in volume.

I dati alla base dell'indice sono le fatture elettroniche effettivamente emesse: non stime, ma economia reale osservata quasi in presa diretta. È esattamente questa caratteristica — la tempestività unita alla concretezza del dato — a renderlo uno strumento diverso dai tradizionali indicatori di fiducia o dalle survey qualitative.

A rendere tutto questo possibile, sul lato tecnologico, sono il modello di Nowcasting proprietario di modefinance e l’accesso in tempo pressoché reale all'universo delle fatture elettroniche B2B italiane di un campione di circa 180mila imprese clienti TeamSystem, operanti in tutti i settori e territori dell’economia italiana.

Due anni di evoluzione: cosa è cambiato nel motore dell'indice

Da quando l'indice è stato presentato, i team di modefinance e TeamSystem hanno lavorato per rendere il processo che alimenta l'RTT Index più solido e più dettagliato. Come spiega Enrico Fallacara, Team Lead - Risk & Rating Data Science di modefinance, gli interventi - resi possibili dall'ottima collaborazione con il Centro Studi di Confidustria -  si sono concentrati su quattro fronti principali.

1. Una nuova base dati delle fatture

Il primo intervento riguarda la fonte primaria dell'indice: l'algoritmo è stato collegato a un nuovo database delle fatture, che consente di lavorare su informazioni più tempestive e più vicine al tempo reale. Al tempo stesso, è stato introdotto un meccanismo di pulizia dei dati in ingresso più evoluto, che migliora la qualità delle elaborazioni a monte, prima ancora che i dati entrino nel calcolo dell'indice.

2. Una nuova base dati anagrafica

Per calcolare correttamente le dinamiche di settore e di territorio, l'RTT Index deve sapere con precisione chi sono le imprese incluse nel perimetro di analisi. Per questo è stato adottato un nuovo sistema sorgente per le anagrafiche aziendali, che permette di avere in modo continuo gli aggiornamenti più recenti sulle società censite. Il risultato è una popolazione di riferimento più coerente e più aggiornata nel tempo.

3. Controlli e pulizia dei dati più avanzati

Sul fronte della qualità, sono state introdotte nuove procedure di verifica della coerenza e della consistenza dei dati, pensate per intercettare e ridurre anomalie, duplicazioni e informazioni non coerenti prima che possano incidere sul calcolo. Il beneficio si traduce in metriche più solide, affidabili e precise — un tassello importante per un indicatore che viene utilizzato per orientare letture di policy e decisioni di business.

4. Estrazioni più granulari, fino al dettaglio provinciale

Infine, è cresciuto il livello di dettaglio a cui è possibile leggere l'indice. Alle disaggregazioni già esistenti — territorio, macro-settore, dimensione d'impresa — si aggiungono ora nuovi incroci tra area geografica e classificazione ATECO: ATECO 2 e ATECO 4 a livello provinciale, e ATECO 4 a livello regionale. Una granularità che permette letture molto più puntuali delle dinamiche economiche locali, distinguendo ad esempio l'andamento di uno specifico comparto industriale in una singola provincia dal quadro regionale o nazionale.


Dati più granulari, analisi più precise: i vantaggi del nuovo RTT Index

Prese singolarmente, queste evoluzioni possono sembrare interventi "di infrastruttura". Messe insieme, cambiano il tipo di domande a cui l'RTT Index può rispondere. 

  • Un dato aggiornato più rapidamente riduce la distanza tra ciò che succede nell'economia reale e il momento in cui lo sappiamo.
  • Un'anagrafica più accurata garantisce che il campione osservato rifletta davvero il tessuto produttivo attuale.
  • Controlli di qualità più stringenti rendono le variazioni percentuali più affidabili, riducendo il rumore statistico.
  • E una maggiore granularità territoriale e settoriale apre la possibilità di letture su misura, utili tanto a un'associazione di categoria che vuole capire come sta andando un distretto specifico, quanto a un'impresa che vuole confrontare la propria dinamica con quella del proprio comparto in provincia.

In un contesto come quello fotografato dall'ultimo aggiornamento — con segnali contrastanti tra settori e aree geografiche, industria in frenata e costruzioni relativamente più resilienti — la capacità di scendere nel dettaglio territoriale e settoriale non è un dettaglio tecnico, ma la differenza tra una fotografia sfocata e una a fuoco.

L'RTT Index continuerà a essere pubblicato mensilmente dal Centro Studi Confindustria, con l'infrastruttura di modefinance e TeamSystem a lavorare, mese dopo mese, per tenerlo aggiornato, affidabile e sempre più preciso.