Corporate Credit Rating 2026 per TREMAGI S.R.L.: B1+ (Affirm)

Press release 23 Luglio 2026

Solicited Corporate Credit Rating per TREMAGI S.R.L.: B1+ (Affirm)

modefinance ha pubblicato sul sito il Corporate Credit Rating (Solicited) di TREMAGI SRL assegnando il giudizio di B1+ (Affirm). L’analisi evidenzia come il soggetto presenti una situazione economico-finanziaria adeguata e risulti in grado di fronteggiare avverse condizioni economiche nel medio e nel lungo periodo.

Il Gruppo TREMAGI rappresenta un’importante realtà del panorama energetico italiano che, a dicembre 2025, serve circa 743 mila POD e 118 mila PDR, prevalentemente di tipo domestico (84%) e, a seguire, condomini (9% – grazie allo sviluppo svolto dal reseller infragruppo EnergyUp) e business (7%). La customer base del Gruppo è fortemente cresciuta per effetto dell'aggiudicazione da parte di ILLUMIA Spa di tre aree territoriali (Nord 3, Centro 2 e Sud 1) che ha portato all'attivazione, a partire dal 1° luglio 2024, di circa mezzo milione di clienti domestici non vulnerabili appartenenti al mercato a Tutele Graduali. Questo traguardo è coerente con il riposizionamento intrapreso, post crisi energetica, che ha visto una importante riduzione del segmento business (20% dei punti di fornitura nel 2022). Per coprire la quota residuale di clienti finali a prezzo fisso (meno del 5% dei volumi annui) ed ottimizzare le coperture giornaliere, il Gruppo adopera prevalentemente contratti SWAP e futures non designati come hedge accounting. Il Gruppo, inoltre, sta ampliando il proprio perimetro verso servizi accessori alla fornitura - fotovoltaico, sistemi di accumulo e climatizzazione - avendo acquisito nel 2025 una partecipazione di minoranza nel capitale di UNIENERGY. Da ultimo, il Gruppo è attivo nel settore immobiliare (attività non-core) tramite Casaglia e BHS.

Key Rating Assumptions

Il Gruppo TREMAGI S.R.L. evidenzia performance economico-finanziarie adeguate. Il Gruppo chiude il 2025 con ricavi in forte crescita (1,17 mld di euro, +23%), sostenuti dall'impatto full-year della clientela STG, ma con una flessione del 10% del margine operativo, sia per la temporanea applicazione di prezzi più vantaggiosi a favore di tale clientela (effetto che si esaurirà a marzo 2027), sia per le perdite operative riconducibili alle controllate estere, successivamente cedute. Anche gli indicatori di redditività risultano in flessione, per effetto della dinamica del MOL e del ridimensionamento dei proventi connessi ai crediti fiscali edilizi (-2,1 mln YoY), pur attestandosi su livelli soddisfacenti. Il patrimonio netto cresce a 103,8 mln (+11%) grazie all'utile d'esercizio, mentre l'indebitamento finanziario lordo si riduce a 129,8 mln, contribuendo al miglioramento del leverage (3,19x) e del financial leverage (1,25x), quest'ultimo ancora ampiamente superiore alle mediane settoriali. Tuttavia, il marcato assorbimento di liquidità si riflette in un aumento della Posizione Finanziaria Netta (PFN) da 38,3 a 46,2 mln, seppur l'indebitamento si confermi sostenibile come evidenziato dall'indice PFN/MOL pari a 0,86x. La PFN considerata non include il portafoglio titoli prontamente liquidabili (13,3 mln), che costituisce un buffer finanziario aggiuntivo in caso di fabbisogno di business. Illumia dispone, peraltro, di una RCF per un valore di 70 mln, in fase di rinnovo, mediamente utilizzata meno del 15% negli ultimi 12 mesi.

Nel 2025 il Gruppo ha effettuato consistenti investimenti (38,1 mln), principalmente connessi al finanziamento infruttifero erogato a favore di Casaglia, agli interventi sul patrimonio immobiliare di Fossombrone e alla rete agenti. Tali impieghi, unitamente ai rimborsi dei finanziamenti in essere (12 mln), hanno assorbito integralmente il flusso di cassa operativo netto (CFON) - sceso a 27,6 mln da 33,8 mln per effetto della contrazione dei margini operativi - determinando un assorbimento di liquidità pari a 23 mln.

Nell'ottica di diversificare le attività di business e rafforzare il proprio posizionamento competitivo nel medio termine, il Gruppo ha avviato la realizzazione di molteplici impianti fotovoltaici di grande taglia destinati all'autoconsumo collettivo per circa 70 MW nel triennio 2026-2028. Per il 2026 il Management ipotizza performance economiche pressoché allineate a quelle del 2025, con un significativo miglioramento del MOL e della redditività a partire dal 2027, per effetto del venir meno delle condizioni agevolate riservate alla clientela STG. Sotto il profilo finanziario, gli investimenti negli impianti produttivi comporteranno un moderato incremento dell'indice PFN/MOL nel 2026, ma la sostenibilità degli stessi sarà supportata da piani di finanziamento dedicati; il Gruppo ha già siglato contratti per circa 8 mln relativi ai primi impianti, il cui completamento è previsto entro l'anno, con piani di rimborso generalmente della durata di 15 anni e un periodo di preammortamento di 1 anno.

La proprietà di TREMAGI Srl è interamente riconducibile all'imprenditore Francesco Maria Bernardi, che risulta esserne anche l'Amministratore Unico. L'operato di quest'ultimo è sottoposto al controllo di un collegio sindacale, mentre PricewaterhouseCoopers SpA è incaricata della revisione del bilancio consolidato del Gruppo, oltre che dei bilanci stand-alone della controllante, di Illumia Spa, di EnergyUp e di Seed Commodities Spa. La struttura del Gruppo è piuttosto articolata in quanto la holding, TREMAGI Srl, opera nella compravendita di energia e gas (core business) attraverso le partecipazioni in Illumia Spa - principale società del Gruppo – EnergyUp Srl e, storicamente, Wekiwi Srl. In risposta a un contesto di mercato più competitivo, il Gruppo ha dismesso il marchio commerciale "Wekiwi", destinato alla clientela online, per concentrare la propria strategia commerciale sul brand "Illumia" e su un portafoglio di clientela con un più basso profilo di rischio. Coerentemente, a inizio 2026 il Gruppo ha ceduto le attività estere di Francia e Spagna (Wekiwi SAS e Wekiwi SL) per un valore complessivo di 6,4 milioni di euro, relativo a un portafoglio di circa 30 mila POD e 12 mila PDR. Analogamente, la controllante italiana Wekiwi Srl è stata oggetto di un'operazione di scissione parziale a favore di Illumia S.p.A., con trasferimento del relativo ramo d'azienda retail, a partire da maggio 2026.

Il Gruppo TREMAGI evidenzia un posizionamento di rilievo in termini dimensionali all'interno del peer group, collocandosi all'88º percentile. La crescita annua dei ricavi di vendita, pari al 23%, è stata trainata dall'incremento dei volumi di energia elettrica, per effetto dell'impatto full-year derivante dall'ingresso, a partire da luglio 2024, di quasi mezzo milione di clienti del mercato a Tutele Graduali. Per quanto concerne la solvibilità, il Gruppo mostra un profilo nel complesso sufficiente, con un indebitamento finanziario lordo significativo, ma in calo da 142 a 130 milioni di euro. Il posizionamento di redditività risulta inferiore alla mediana per il secondo anno consecutivo, principalmente a causa dell’effetto transitorio legato alle aste STG. Il ROE prosegue nel graduale ridimensionamento già osservato nel 2024, pur mantenendosi su livelli soddisfacenti.

La solvibilità del peer group di riferimento si conferma ampiamente sufficiente, beneficiando del rafforzamento patrimoniale favorito anche dalla maggiore stabilizzazione delle quotazioni energetiche dopo l'"energy crunch". Dopo il miglioramento registrato nel triennio 2022-2024, il financial leverage di settore inverte la propria traiettoria nel 2025, attestandosi comunque su un livello equilibrato. Analogamente, dopo tre anni di crescita ininterrotta nel triennio 2022-2024, la redditività settoriale interrompe la propria fase espansiva nel 2025, mantenendosi su livelli adeguati.

Alla fine del 2025 e nel 2026 il mercato energetico globale resta in forte trasformazione, con domanda elettrica in crescita media annua del 3,6% e capacità rinnovabile globale che raggiunge circa 5.149 GW, trainata da fotovoltaico ed eolico. I combustibili fossili continuano a giocare un ruolo centrale, con domanda di petrolio stimata a 740-760 mila barili/giorno e produzione statunitense stabile a 13,6 milioni di barili/giorno. La crisi geopolitica in Iran ha causato restrizioni al transito nello Stretto di Hormuz, principale snodo per circa il 20% del petrolio e del GNL mondiale, portando il Brent oltre 110 USD/barile e aumentando il premio di rischio sui mercati energetici. Le tensioni hanno effetti inflazionistici globali e impattano le politiche monetarie. In Italia, i consumi elettrici nel 2025 sono stati di circa 311 TWh, con il 41% coperto da rinnovabili e circa 83,5 GW di potenza installata, ma la forte dipendenza dal gas mantiene elevati i prezzi dell’energia. Il governo ha posticipato alcune chiusure di impianti a carbone per garantire la sicurezza dell’offerta. Complessivamente, la combinazione di crescita della domanda, espansione delle rinnovabili e volatilità geopolitica, con particolare riferimento all’Iran, definisce un contesto di mercato globale e italiano altamente dinamico e soggetto a rischi di prezzo elevati.

Nel primo trimestre del 2026 l'economia italiana ha continuato a crescere a ritmi contenuti, in un contesto internazionale caratterizzato da un marcato aumento dell'incertezza geopolitica. L'attività è stata sostenuta principalmente dai servizi, anche per l'impulso temporaneo dei Giochi olimpici invernali, mentre la manifattura ha mostrato segnali di rallentamento legati al rincaro dei costi energetici e alla debolezza della domanda estera. I consumi delle famiglie sono cresciuti moderatamente, risentendo del peggioramento della fiducia e dell'erosione del potere d'acquisto connessa all'aumento dei prezzi dell'energia; gli investimenti hanno rallentato, con un contributo positivo limitato dalle incertezze sul quadro macroeconomico e dall'attenuarsi degli incentivi nel comparto residenziale. Secondo le più recenti proiezioni della Banca d'Italia, il PIL italiano aumenterebbe dello 0,5% nel 2026 e nel 2027, per poi accelerare allo 0,8% nel 2028. La dinamica dell'attività economica sarebbe sostenuta nel medio termine dalla graduale attenuazione delle pressioni inflazionistiche e dalla ripresa della domanda interna, mentre nel breve periodo rimane esposta a rischi al ribasso legati all'evoluzione del conflitto in Medio Oriente, ai prezzi delle materie prime energetiche e al commercio internazionale.

Sensitivity Analysis

Nella tabella seguente vengono riportati i fattori, le azioni o gli eventi che potrebbero portare il giudizio di rating ad un upgrade o ad un downgrade: 

Importante

Il presente Corporate Credit Rating è pubblicato da modefinance secondo il regolamento EU N. 1060/2009 e seguenti emendamenti.

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Il presente Corporate Credit Rating è stato emesso sulla base della Metodologia MORE 2.0 e Metodologia MORE 1.0.

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Il presente rating del credito rappresenta un parere di modefinance sullo stato di salute generale della società oggetto di valutazione ed è opportuno farvi affidamento entro certi limiti. Il rating emesso è soggetto a monitoraggio e revisione fino al suo ritiro.

Contatti

Head Analyst - Carmela Santomarco, Rating Analyst
carmela.santomarco@modefinance.com

Responsible for Rating Approval - Giada D'Avenia, Rating Process Manager
giada.davenia@modefinance.com